Fabricamenti

da L' Azione del 7 marzo 2015

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da L' Azione del 7 marzo 2014

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Articolo tratto dal Corriere adriatico del 1 marzo 2014

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fabricamenti ringrazia Tomaso Montanari e 'il fatto quotidiano' per l'articolo sul Murales realizzato daCollettivo FX a Fabriano, ospiti di fabricamenti e Rip arte.

 

di Tomaso Montanari
Fabriano, murale del Collettivo FX

LA COSTITUZIONE SUI MURI

Questo bellissimo murale, che si trova a Fabriano, è opera del Collettivo FX, un gruppo di cittadini-artisti che «ha come obiettivo inquinare il cemento armato». «Le incursioni – si legge sul sito internet http://colletti-vofx.blogspot.it – sono realizzate direttamente dal Collettivo o in modo Collettivo, cioè coinvolgendo numerose persone che agiscono utilizzando il materiale del collettivo. Il principio che regola le incursioni è l'Articolo 9 della Costituzione Italiana: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione"».
Cioè, questi artisti di oggi girano l'Italia scrivendo sugli orribili muri di cemento il motivo per cui quei muri non avrebbero mai dovuto essere costruiti: e in questo caso scrivere sui muri non solo non è sbagliato, ma dà un qualche senso a quegli stessi muri.
Il murale che vedete rappresenta due uomini illustri di Fabriano vissuti a cinque secoli di distanza: Engles Profili (ricordato a Fabriano come «il partigiano senza armi, il medico dei poveri») e il più grande pittore dell' ultimo Gotico italiano, il dolce e raggiante Gentile da Fabriano. Li rappresenta mentre «installano il nuovo tubo che contiene idee e e creatività, cioè l'articolo 9 della Costituzione».
Nel 1948 la Costituzione ha spaccato in due la storia dell’arte italiana, assegnando a spiagge e montagne, a musei e a chiese una missione nuova al servizio del nuovo sovrano: il popolom cioè noi tutti. La storia dell’arte è in grande parte la storia del potere di re e papi, granduchi e tiranni, principi e banchieri: e per molti, molti secoli i suoi monumenti sono stati costruiti con denaro sottrat-to al bene comune.
Ma la Costituzione ha cambiato questa storia: ha dato parole nuove ad una idea antica. Perché una tradizione secolare suggeriva che proprio l'arte e il paesaggio fossero leve potenti per «rimuovere gli ostacoli ... all'eguaglianza» e permettere il «pieno sviluppo della persona umana». Mai come oggi possiamo sentire la forza di questa idea: in un mondo in cui siamo sempre meno uguali, il fatto che il paesaggio l'arte appartengano egualmente a ricchi e poveri è uno dei pochi segni di speranza. L'arte e l'ambiente possono davvero aiutarci a costruire un mondo diverso.
L'articolo 9 che Engles e Gentile srotolano sul muro di cemento di Fabriano è la promessa di una rivoluzione: sta a noi mantenerla.

 

da Il Fatto Quotidiano del 17 febbraio 2014

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Fabriano.

Fa i turni in cartiera e quando esce si dedica alla cultura della sua città. Le cartiere sono le uniche industrie rimaste. Qui a Fabriano si producevano elettrodomestici per tutto il mondo. Migliaia di elettrodomestici al giorno. Una delle cittadine più industriali d’Europa. Poi la crisi, la delocalizzazione, e migliaia di disoccupati. Rimane una periferia metropolitana asfaltata e cementificata, ma anche un centro storico meraviglioso pieno di storia. Si deve ripartire di qui, dopo il turno in fabbrica degli ultimi quarant’anni, alla città rimane la cosa più bella: la storia e il suo centro.
Quelli di fabricamenti si rendono conto di tutto questo, sanno che la cultura è potentemente utile. Così dopo il lavoro si sbattono per inventarsi eventi e coinvolgere persone. Sono in tantissimi e tutti con una volontà enorme. Incredibile.

 

 

Fabriano è una città dove stanno iniziando i lavori in corso: la vecchia rete economica della produzione massiva si è rotta, non funziona più. Ora occorre sostituirla con una rete nuova, che parte dalla storia e dalle idee. Questo è quello che pittiamo sui muri, nulla di inventato, semplicemente la situazione reale.

 

 

'Quando si rientra da un viaggio dedicato all’Articolo 9 della Costituzione, e quindi alla Cultura e all’Arte, si tende ad analizzare la situazione generale artistico-culturale per riflettere, criticare, suggerire, esprimere opinioni e confrontarsi.
Queste erano le nostre prime intenzioni ma poi abbiamo rinunciato.
Troppo difficile per noi, soprattutto se un’analisi dotta e accurata significa rinunciare a raccontarvi del signore in giacca che fuori dal bar di Monteleone ci ha benedetto.'


CIT. collettivo FX - http://collettivofx.blogspot.it/p/pittatour-bici-art.html


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L’associazione Fabricamenti ha “messo in buca” l’ultimo dei suoi innovativi appuntamenti con l’arte a la cultura.

Stavolta sabato 8 febbraio l’ospite di una dei partecipanti (che come sempre mettono a disposizione per gli incontri le loro case private), era Massimo De Nardo, editore e scrittore, responsabile della rivista Rrose (periodico sulla creatività), direttore editoriale della collana di libri per ragazzi “Il Quaderno quadrone” (edizioni Rrose Sélavy).Massimo De Nardo nel corso dei suoi studi universitari ha consolidato le sue passioni per poi dedicare la sua vita all’arte, alla letteratura, al teatro. Solamente l’arte è in grado di liberare l’uomo dalla maschera che ogni giorno è costretto ad indossare. Mantenere la disincantata meraviglia del bambino, con la consapevolezza e la professionalità dell’ adulto: è questo  il messaggio di De Nardo.Come sostiene la scrittrice e critica Loredana Lipperini, che ha pubblicato uno dei Quaderni quadroni con Rrose Sélavy, “Sono le storie che cambiano il mondo”.

L’appuntamento con De Nardo era all’interno di una casa “firmata Fabricamenti” 

Soprattutto, come faceva notare chiacchierando Cristiana, dell’ass. Fabricamenti, “la condivisione è così semplice e necessaria, che oramai viene fuori in maniera naturale tra le persone. Insieme ciò che poteva sembrare impossibile è più semplice, perché insieme si condividono passioni, mezzi, iniziative. E’ come se cadesse un velo davanti agli occhi, e tutto diventa più naturale”.

 

Fonte: dgmarche

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Comunicato Stampa/POST

Fabriano, Palazzo del Podestà - 21.12.2013

 

SAVE THE DATE

 

 

“É Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese.“

 

Questo aforisma di Charles Bukowski ha ispirato il FAB.MOB (un flash mob alla nostra maniera), con il quale fabricamenti ha aderito alla rassegna natalizia del Comune di Fabriano.

 

Sabato 21 dicembre 2013, il giorno più corto dell’anno, in una piazza affollata di persone e luci natalizie, fabricamenti ha invitato la città a fermarsi e a lasciar fluire l’energia che ciascuno ha in sé. Spegniamo le luci, accendiamo le persone!

 

Sotto l’arco del Palazzo del Podestà, l’istallazione di luci ultraviolette ha creato l’effetto di illuminare le persone nel loro passaggio, mentre una sorprendente performance, grazie alla collaborazione con la scuola di danza Tersicore, ha trasformato in luce gesti e movimenti.

 

A pochi giorni dal Natale, tra le frenetiche corse ai regali e le abbaglianti luci artificiali, la sensazione spesso è di sentirsi strappati fuori da noi stessi, disconnessi dalla nostra essenza e alla ricerca spasmodica di qualcosa che è fuori di noi.  Non lasciamo che il susseguirsi convulso di azioni meccaniche spenga le nostri menti, il nostro sentire, ma soprattutto i nostri cuori. Ritroviamo la nostra luce interiore, teniamola accesa e lasciamo che essa brilli più intensamente di tutte le altre.

 

 

fabricamenti, 22 dicembre 2013

 

 

Daniela Mezzanotte

 

 

Giacomo Cesaroni

 

 

Matteo Mingo

 

 

Pina Potena

 

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